CREDARO 

1. Chiesa dei Santi Fermo e Rustico

2. Chiesa di S. Giorgio


 

1. CHIESA DEI SANTI FERMO e RUSTICO


Poco lontano dal nucleo abitativo di Credaro, immersa nella campagna, sorge isolata la chiesa di San Fermo, antico edificio romanico riconducibile all’inizio dell’XI secolo. Da fonti storiche e da ritrovamenti di sepolture nei campi limitrofi alla chiesa effettuati negli anni Cinquanta del Novecento è possibile ipotizzare che l’edificio fungesse da centro... devozionale e cimiteriale della prima comunità di Credaro; frequentato fino al XVII secolo, fu in seguito a poco a poco abbandonato. 

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Dal punto di vista architettonico l’edificio, che ha subìto numerose fasi costruttive e modifiche nel corso del tempo, presenta attualmente un’aula unica piuttosto irregolare e coperta con travi a vista. Nell’area sacra si nota un’abside poligonale voltata a spicchi ma abbassando lo sguardo si possono vedere due absidi gemine scoperte nel 1996 e messe in rilievo da una copertura in vetro.
La chiesa originaria aveva minori dimensioni ed era caratterizzata da un impianto sobrio e semplice; la luce penetrava attraverso piccole monofore. Numerosi affreschi decoravano le pareti come strumenti di insegnamento e di rafforzamento della fede; attualmente sono visibili poche pitture murali, alcune lacunose, altre invece meglio conservate e di notevole importanza.
All’esterno della chiesa è visibile in facciata l’imponente torre campanaria, alta circa 16 metri. Di base quadrata, il campanile presenta nella porzione inferiore una porta tamponata, antico accesso alla chiesa; nella porzione superiore è invece alleggerito da tre ordini di bifore rivolte ai quattro punti cardinali. Si tratta dell’unico esempio di campanile in facciata della provincia bergamasca. 

 


2. CHIESA DI SAN GIORGIO

 

Nel paese di Credaro oltre alla chiesa dedicata a San Fermo merita particolare attenzione la parrocchiale di epoca romanica, dedicata a San Giorgio, sita ai margini dell’abitato a ridosso di un’area industriale, frutto delle trasformazioni subite dalla zona negli ultimi anni.

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La chiesa risulta essere antica, nonostante non se ne conoscano le origini; citata in un documento del 1260 ed elencata tra gli edifici ecclesiastici della zona dipendenti dalla pieve di Calepio nel 1360, mostra un affresco ben più antico risalente all’ XI secolo. San Giorgio mantenne il titolo di parrocchiale sino al 1587, quando venne ultimata la realizzazione di una nuova parrocchiale che condannò la nostra ad un lento declino. E’ da segnalare inoltre la presenza nel Cinquecento di un cenobio di suore dell’ordine dei Serviti; di breve durata, fu in seguito sostituito da un casolare tuttora visibile.

La chiesa di San Giorgio presenta una pianta ad aula unica di forma rettangolare orientata ad est, terminante con un’abside semicircolare e coperta da un tetto a doppia falda. L’impianto originario doveva essere più modesto, ma l’edificio ha subito nei secoli ampliamenti e aggiunte.

La semplice facciata, caratterizzata da un rosone che dà luce all’interno, ci immette nell’edificio. Si possono notare a questo punto innumerevoli affreschi di epoche diverse più o meno conservati.  Tra questi spicca per antichità quello raffigurante l’Annunciazione, posta lungo la parete nord. Databile all’XI secolo, e avvicinabile stilisticamente all’Angelo presente nella chiesa di San Fermo ci mostra un’intima scena di grande espressività, con l’angelo posto a sinistra ad ali spiegate e la Vergine che, colta nell’atto di filare, sospende il suo lavoro rivolgendo lo sguardo al suo interlocutore.   

Degni di nota sono inoltre gli affreschi realizzati da Lorenzo Lotto nel 1525: sull’arcata dell’altare è visibile San Giorgio a cavallo che uccide il drago, e in una cappella lungo il lato nord visibile anche dall’esterno compaiono una Natività con i santi Rocco e Sebastiano,  il Padre Eterno sul soffitto a vela, e figure di santi ai lati. Esternamente un’elegante abside, costituita da doppi archetti ciechi intervallati da sottili lesene, è parzialmente nascosta dal casolare attiguo alla chiesa e lungo la parete nord dal monumento funebre di Bertolinus Peramatus datato 1303, caratterizzato da un’insolita decorazione a fasce bicrome in pietra calcarea di colore verde di Zandobbio e pietra arenaria di Sarnico.